• Laura Realbuto

Come prendersi cura del proprio spazio mentale con la scrittura.

Aggiornamento: 14 apr


Laura Realbuto Professional Organizer e Coach - Riordino attraverso la scrittura

In passato ho spesso sottovalutato il potere della scrittura, finché non ho scoperto in essa un potente mezzo di riordino di sé.

Infatti, le qualità intrinseche della scrittura sono moltissime, sia dal punto di vista creativo, sia dal punto di vista della riscoperta del proprio essere. Il fluire delle parole su di un foglio di carta funge da ponte comunicativo tra passato e presente.


Scrivere vuol dire lasciare una traccia di noi, un’orma rappresentata dalla linea tortuosa della penna sul foglio.


Il foglio bianco diviene così uno spazio pronto ad accogliere idee, sogni, desideri e parole non dette. Tra le pagine del tuo quaderno puoi sperimentare il modo di raccontarti, perdendoti e ritrovandoti nelle più svariate e autentiche esperienze di scrittura.


Nella scrittura ho trovato il mezzo per prendermi cura del mio spazio mentale, aspetto fondamentale nel mio lavoro in quanto mi permette di essere pronta ad accogliere il prossimo creando un ambiente neutro e libero da pensieri personali che potrebbero ostacolarmi nell’ascolto profondo ed empatico.



Cosa ti serve per scrivere.

Affinché la scrittura sia efficace allo scopo che ci si prefigge, è necessario avere a portata di mano tutto l’occorrente. È importante che tu possa dedicare attenzione a ciascuno degli elementi che a breve esploreremo assieme, così da metterti nelle migliori condizioni per preparare il terreno fertile atto a creare quello spazio di cui parlavo prima.

  1. Uno spazio. Per scrivere serve uno spazio che sia libero da interruzioni e distrazioni, in grado di farti stare bene e che contenga tutti gli “attrezzi” che ti occorrono per realizzare il tuo obbiettivo.

  2. Carta. Scegli la carta che più ti piace. Possono essere dei fogli liberi, un quaderno che hai comprato tempo fa, ma che non hai mai avuto occasione di utilizzare: a righe, a quadretti o puntini, oppure del tutto bianco. Puoi anche utilizzare dei cartoncini, ruvidi o lisci… non importa! L’essenziale è che il supporto che hai scelto ti piaccia e che sia funzionale al tuo scopo.

  3. Penna. Utilizza la tua penna preferita, del colore che ti piace di più.

  4. Creatività. Non dimenticare mai di dare libero sfogo alla parte bambina che c’è in te e che ha bisogno di essere nutrita. Matite colorate, pennarelli, evidenziatori, stickers e adesivi sono i benvenuti se vuoi decorare e rendere unico ciò che vuoi scrivere.

  5. Ascolto. Prima di cominciare, ti consiglio di dedicarti 5 minuti per ascoltare ciò che si muove dentro di te: soltanto così riuscirai a far fluire le parole dal tuo universo interiore alla carta.


4 strumenti di scrittura

Ora che disponi di spazio e materiale, ti voglio raccontare quali sono gli strumenti di scrittura che utilizzo per tirare fuori ciò che custodisco dentro di me e per prendermi cura del mio spazio mentale.


1. Mappe mentali.

Tony Buzan è stato lo scopritore di questo meraviglioso strumento. Io lo utilizzo per creare connessioni quando sono a corto di idee. Il principio alla base della mappa mentale risiede nell’attivazione dell’intero cervello, coinvolgendo sia l’emisfero sinistro, deputato al pensiero logico, sia l’emisfero destro, quello creativo.

Come?

Partendo da un’immagine iniziale accompagnata da una parola che rappresenta l’argomento principale, ramifico i temi a esso correlati, assegnando un ramo a ogni tema. Inoltre, per ogni ramo sviluppo dei sotto rami con vari micro-argomenti. Assegno a ogni ramo principale un colore specifico e una piccola immagine, così da dare spazio al mio lato creativo. Così facendo, le idee fluiscono in modo molto naturale ed è anche sorprendente vedere il risultato di tutti i collegamenti che la mente fa. Creare una mappa mentale mi è di grande aiuto quando penso di non avere nulla da dire o da raccontare, ma soprattutto mi serve per tirare fuori le idee che naturalmente sono dentro di me, ma che hanno bisogno di una piccola spinta per venire fuori.


2. Brain Dump.

Questo è quello che io chiamo decluttering mentale. Brain Dump vuol dire “svuotare la mente”. Quando sei confusa e hai troppe cose per la testa, riversa su di un foglio tutto ciò che ti viene in mente. Il latte da comprare, il progetto da inviare, un’idea per il regalo di compleanno che hai in testa da due giorni, quella cosa che ti ha raccontato la tua amica e continua a girarti nella mente. Tutte queste cose affollano il cervello senza che ce ne rendiamo conto e, continuando a fare un lavoro di sottofondo, ci rubano un mucchio di energia. Una volta che avrai finito di scrivere tutto quello che hai nella mente (non preoccuparti se non avrà un filo logico), puoi decidere cosa farne: potrebbe uscirne una nuova lista, oppure, osservando le cose da un altro punto di vista, potresti sorprendentemente trovare la soluzione a un problema finora irrisolto. In ogni caso, la sensazione che ne deriverà sarà di profonda leggerezza.


3. Liste.

David Allen, padre della produttività e ideatore del metodo GTD, ci insegna che la mente è fatta per creare (vedi le mappe mentali sopra citate) e non per accumulare. Io sono un’amante delle liste: le utilizzo per fare ordine, per non dimenticare e per tenere traccia delle mie attività. Le liste offrono un ottimo supporto per ritrovarsi a fare il punto della situazione. Io credo fermamente che non siamo fatti per stare nel caos e che la confusione si manifesta in quanto conseguenza di un evento che in qualche modo ci scombussola. In questo caso, le liste aiutano a mettere ordine.

Ti lascio qui qualche esempio.

  • Lista dei pro e dei contro: se devi operare una scelta importante.

  • Lista delle emozioni: se hai la necessità di esplorare le tue emozioni.

  • Lista delle situazioni: elenca le situazioni che ti fanno stare bene e quelle che sono da evitare.

  • Lista dei sogni: sognare fa bene, ti sprona ad andare avanti ed è estremamente economico.

Come vedi, non esistono soltanto le to do-list o check list utili a fare ordine a livello organizzativo!


4. Journaling.

Per me il journaling è la versione 2.0 del diario che tenevo quando ero ragazzina. L’unica cosa che mi frega è la costanza, ma ho deciso di non essere severa con me stessa e di utilizzare questo strumento solamente quando ne sento il bisogno, trovando così un mio equilibrio.

Attraverso il journaling ti prendi il tempo e crei lo spazio per accoglierti. Lo puoi utilizzare per tirare fuori le parole che non osi pronunciare, per scrivere di sogni e di poesie.

Questo strumento ti permette di liberare le emozioni e dare sfogo alla tua emotività. Con esso tieni traccia delle tue energie e dei tuoi successi. In più, puoi iniziare a guardare i tuoi insuccessi con occhi nuovi e non giudicanti. È utile per praticare e allenare la gratitudine e assaporare la bellezza dei piccoli gesti quotidiani.

Io personalmente ho scelto un quaderno a quadretti che decoro con qualche adesivo colorato. È un quaderno che ho acquistato molto tempo fa e che ha trovato una sua collocazione all’interno di questo spazio.


 

La scrittura è un’ottima alleata per prendersi cura del proprio spazio mentale, quello spazio che ci permette di vivere nel qui e ora.

Esprimersi attraverso la traccia di una penna su di un foglio ha il potere di liberare pensieri, idee, progetti, sogni e parti di noi che diversamente rimarrebbero soltanto nella nostra testa.

Scrivere significa dare un ordine al pensiero, perché liberando le parole che portiamo dentro ci si concede il permesso di leggere una parte della nostra anima e di comprenderci in maniera autentica e nuova.


Parti dalla gratitudine, perché da essa puoi scoprire grandi cose su di te. Natura è il percorso gratuito per imparare ad amare le piccole cose, creato da me per te proprio a questo scopo.


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