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Ansia da troppe cose da fare


Laura Realbuto - Life Coach e Professional Organizer Torino

Troppe cose da fare: comprendere e affrontare l'ansia.


Se ne parla spesso e capita di non trovare risposte adeguate a questo tipo di stato: ansia da troppe cose da fare.


Sono sempre di più le donne che soffrono di questa tipologia di ansia e ti confesso che ne sono stata vittima anche io molte volte. So con sicurezza che affrontare una lista interminabile di responsabilità possa essere travolgente e possa influire sul proprio benessere psicologico.


Per questo vorrei condividere con te alcune riflessioni per comprendere quali aspetti interiori contribuiscono ad alimentare l’ansia, nella speranza di offrirti delle strategie gentili per ritrovare la calma interiore quando questo accade.




Tornare alle radici


Per capire come affrontare e gestire questa tipologia di ansia bisogna tornare alle radici e tornare indietro. "Perché mi sono ritrovata con tutte queste cose da fare?"

Questa domanda apparentemente banale nasconde la motivazione che si cela nel profondo più intimo.


1. Bisogno di affermazione. Come donne, spesso sentiamo la pressione di dimostrare il nostro valore attraverso il lavoro, le relazioni e le realizzazioni personali.

Questo bisogno di affermazione ci può portare a un senso di ansia costante, poiché spesso cerchiamo di soddisfare le aspettative degli altri e pretendiamo troppo da noi stesse. La nostra autostima non dovrebbe dipendere dalla quantità di cose che facciamo, dal giudizio degli altri o dal successo che otteniamo. L'autostima si traduce nella stima che si prova per sé stessi, e questa non la si può ottenere attraverso il successo o il giudizio degli altri, ma con il proprio modo di pensare a sé stessi, con le parole che ci rivolgiamo e con il tono di voce con cui ci parliamo.

Bisogna sforzarsi di essere gentili con sé stessi e ricordare ogni giorno che il proprio valore non è determinato dalle proprie prestazioni, ma dalla propria meravigliosa unicità.


2. FOMO (Fear Of Missing Out). Esserci sempre e comunque è una delle condizioni che ci invita a prendere sempre più impegni. Viviamo in un'epoca in cui siamo costantemente connessi e circondati da infinite opportunità e stimoli e la paura di perdere qualcosa di importante o di non essere abbastanza presenti in ogni ambito della vita può alimentare l'ansia. Bisognerebbe invece riflettere sul fatto che non si può fare tutto e che è essenziale fare scelte consapevoli, imparando a concentrarsi su ciò che è veramente significativo e concedendosi il permesso di lasciar andare ciò che non apporta un arricchimento dell’anima.

Vorrei precisare che non si tratta di rassegnazione, ma attraverso scelte consapevoli ci alleniamo a godere del proprio viaggio, cosa che diversamente non accade quando le incombenze sono troppe e si vive costantemente nella dualità: da una parte la voglia incessante di esserci condizionata dal timore di perdersi qualcosa, dall'altra non avere tempo di tornare a galla per poter respirare e gestire le ore del proprio tempo con serenità.


3. Incapacità di dire di no. Qui entra in gioco la paura di non rispettare le proprie maschere, proprio quando ci ritroviamo a lottare con l'incapacità di dire di no alle richieste degli altri per timore di deludere o di essere giudicate. Indossiamo maschere che ci dipingono come persone capaci di fare tutto e di essere sempre disponibili. Questo meccanismo, che spinge alla soddisfazione delle aspettative altrui è un altro elemento che fomenta l'ansia e che ci induce a prendere ulteriori impegni. A mettere sé stessi in secondo piano. Ognuno ha il diritto di stabilire confini sani, imparando a dire di no con gentilezza focalizzandosi sulle proprie necessità.


4. Bisogno di essere accettati. Il desiderio di essere accettati e amati dagli altri è un bisogno naturale e primario dell' essere umano, come ci insegna Abraham Maslow attraverso la sua scala gerarchica delle necessità umane. Proprio questo bisogno può spingerci a cercare di fare tutto e di cadere nel tranello del perfezionismo, nella speranza che gli altri ci apprezzino di più. Tendiamo così a soddisfare gli altri a discapito dei nostri bisogni, dei nostri desideri, del tempo e delle energie che abbiamo. Il tempo e le energie sono risorse esauribili e non reperibili: il tempo una volta passato non è recuperabile, e per quanto riguarda le energie, quando si esauriscono si necessità di tempo di qualità per poterle recuperare, ma dove troviamo questo tempo se si è oberati?


5. Prendere troppi impegni per avere un motivo per lamentarsi costantemente. Vedere la negatività come un modo per ottenere attenzione e supporto dagli altri è un altro atteggiamento che può far nascere l'ansia, poiché porta il focus solo sugli aspetti negativi della nostra vita. Questo co risiede nelle nostre radici, lo facciamo inconsciamente e credo che sia strettamente legato alla nostra visione della vita: ottimista o pessimista.


6. Prendere impegni per non pensare. Anche questo è un modus operandi che prima o poi sfocia nell'ansia, è quasi inevitabile. Riempirsi di impegni per non pensare ai problemi che ci affliggono non risolve i problemi e non ci responsabilizza affatto anzi, crea ulteriori problemi rendendoci inaffidabili. Procrastinare i problemi per paura di affrontarli può funzionare per un po' ma poi:

  • quali saranno le conseguenze?

  • Che fine faranno tutti gli impegni presi che non si riescono a portare a termine?

  • Quale impatto avrà questo atteggiamento sulle persone che condividono le giornate con noi?

Molto spesso questa modalità è inconscia e per interrompere questo circolo ci vuole molto lavoro interiore e una prospettiva verso il futuro.


7. Perfezionismo. Caratteristica che ci fa svolgere le nostre azioni con un tempo raddoppiato o triplicato rispetto all’effettivo richiesto facendo sì che le cose si accumulino in quantità non misurabile. Come dice Sheryl Sandberg «Done is better than perfect».


8. Controllo. Pensare di poter mantenere il controllo su ogni cosa che fa parte della nostra vita e non delegare per paura di non ottenere il risultato che vogliamo non è un atteggiamento che si può sostenere per molto tempo, perché le incombenze crescerebbero in modo esponenziale. La delega è un atto di fiducia nel prossimo e ci dà la possibilità di scoprire aspetti interessanti del nostro modo di relazionarci con gli altri.


Come puoi vedere le cause possono essere tante e identificare quale sia quella che fa emergere l’ansia è il primo passo da compiere.

Infatti, provare strategie senza comprenderne le motivazioni di fondo non risolve il problema, ne allevia soltanto le sensazioni di malessere che ne derivano alimentando così il circolo vizioso.



Strategie per alleviare l'ansia.


Prima di darti alcuni consigli vorrei fare una piccola premessa.

Come sai sono una coach dell’anima e come tale il mio codice etico e morale mi impone di rimanere nei limiti di alcuni consigli che ho sperimentato nella mia esperienza personale e professionale con le clienti che si sono affidate a me.

Spero che questi pochi consigli ti possano essere utili nella gestione delle tue incombenze personali e/o lavorative. 1. Non fare nulla. Sembra un paradosso ma in realtà è la cosa migliore che tu possa fare quando sei in preda ad un attacco di ansia di questo genere. Ti posso garantire che buttarti a capofitto sulla prima incombenza che ti viene in mente, giusto per "iniziare da qualche parte", non serve assolutamente a nulla se non a nutrire maggiormente questo stato. Esci, cammina, prendi aria, fai qualcosa che ti calmi, liberati del telefono, respira, ascoltati. Continua a farlo fin quando non sarai lucida, pronta e calma. 2. Cerca di capire dove risiedono le radici di questa ansia. Questo è il passo più difficile perché qui dovrai addentrarti nelle motivazioni più profonde che ti spingono a riempirti di impegni e di cose da fare, che ti creano la difficoltà a dire di no agli altri e che ti portano costantemente a lottare con te stessa. Prova a sdraiarti in un luogo tranquillo e silenzioso e pensa a ciò che è successo nel momento in cui è accaduto l'evento. Pensa ad ogni dettaglio portando la tua attenzione a come ti sentivi in quell’ istante, dai importanza alle tue emozioni. Pensa a quale altra situazione nella tua vita ti sei sentita in questo modo. Cerca di trovare le radici dell'ansia e, una volta individuate, instaura un dialogo affettivo con essa. 3. Scrivi una lista di tutto ciò che devi fare. L'organizzazione fa miracoli, credimi. Questa lista ti servirà per capire effettivamente quali sono le attività che devi necessariamente fare, quali sono superflue e quali puoi delegare. Scrivendo cerca di dare priorità alle cose che per te sono importanti e hanno un valore particolare. Pianifica il tuo tempo in modo realistico perché anche questo incide moltissimo sul tuo equilibrio. Se vuoi approfondire quali altre qualità ha la scrittura, non solo in abito organizzativo, qui trovi un articolo che ho scritto qualche tempo fa e che credo possa esserti utile. 4. Poniti alcune domande di auto-coaching.

  • Cosa vuoi fare veramente?

  • Quali sono le cose che effettivamente hanno un valore per te?

  • A cosa non rinunceresti mai?

  • Di tutte queste incombenze e cose da fare, quante effettivamente ti portano gioia e valore?

  • In termini di arricchimento emotivo quanto incidono tutte queste incombenze?

  • Se potessi tornare indietro nel tempo, prenderesti ancora tutti questi impegni?

Non ci sono risposte giuste o sbagliate a queste domande, ma sono certa che apriranno un varco nel tuo cuore.

5. Coltiva l'autostima. Riconosci il tuo valore e impara a nutrire la tua autostima indipendentemente dalle tue prestazioni. Sii gentile con te stessa e inizia a dedicare almeno un'ora al giorno alla cura della tua persona facendo un'attività che ti dà gioia. L'autostima si vede anche da come tratti il tuo corpo: alimentazione, sonno, attività ricreative che apportano del valore nelle tue giornate, self-care, sono tutti elementi indicativi dell'autostima. Porta la tua attenzione alle parole che dedichi a te stessa e inizia a modificarle se pensi che queste possano incidere negativamente sulla tua autostima. 6. Prenditi cura delle tue emozioni. Le emozioni sono indicatori che vogliono comunicarci che sta accadendo qualcosa dentro di noi. Sei tu a trovare un significato alle emozioni e a tradurre il tuo stato d'animo in parole e questo è possibile solamente attraverso un dialogo aperto, sincero e continuo con esse. Parla alle tue emozioni come se fossero persone, trattale gentilmente, dagli un nome di fantasia e cerca di capire cosa vogliono dirti. Fare questo esercizio alle volte è molto divertente e anche esorcizzante! Gli impegni che prendiamo, come ci comportiamo nei confronti delle cose da fare, dipende dalle emozioni che proviamo e spesso anche dalle ferite che fanno parte del nostro essere, che ci rendono le persone che siamo.

Prima di arrivare a rimanere bloccati dall'ansia o, nel peggiore dei casi al burnout, bisognerebbe approfondire quali sono le cause scatenanti. Sotto al prendere troppi impegni risiede sempre una motivazione più forte nascosta nel profondo dell'anima, ed qui in questo spazio che diventa necessario tornare alle radici.


Tu sei disposta a farlo?



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