• Laura Realbuto

Riempire spazi per riempire vuoti.

Aggiornamento: 14 apr


Quando penso a uno spazio vuoto è come se avessi le vertigini. Già: il vuoto può dare questa sensazione, quasi di smarrimento, come se uno spazio inabitato fosse stato abbandonato, portando con sé anche una parte di te.


Ci sono molti modi per riempire gli spazi della vita.

La società odierna non fa certo mancare le possibilità per colmare anche la più piccola area della nostra esistenza. Eppure, anche quando si sente di aver la necessità di alleggerirsi e di semplificare, rimane sempre una vocina di sottofondo che spinge ad avere di più, a sentirsi incompleti perché non si ha ancora raggiunto quel determinato obiettivo oppure ottenuto una specifica cosa.


Ed è questa la causa dell’ingombro, non solo materiale, ma anche temporale ed emotivo.


Le cause che provocano gli ingombri sono molteplici e la maggior parte delle volte hanno luogo nell’interiorità della persona. In particolare, risiedono nella differenza tra il volere e il fare.

Se da un lato il bisogno di semplificare inizia a far sentire la propria voce, dall’altra ci sono motivazioni più profonde che fanno sì che questo non avvenga, come ad esempio l’acquisto sregolato.



Acquisto sregolato

L’acquisto sregolato è un esempio di come una semplice serie di acquisti possano tradursi nel “riempire un vuoto”.


Queste tipologie di acquisti possono inizialmente assumere la forma di auto-regali. Ho sentito molte volte dire, sia da clienti che da amiche, di aver fatto shopping dopo una difficile giornata di lavoro passata in ufficio, oppure dopo una lite.


Non dico che concedersi un regalo non sia giusto, anzi! Io sono la prima fan degli auto-regali, ma solo se sono fatti con consapevolezza e con un obbiettivo specifico: allora sì, hanno un senso.


Se invece gli acquisti sono fatti per ritrovare lo spazio di uno scompenso più grande, come può trattarsi di acquisti consapevoli? Infatti, non a caso gli acquisti di questo genere tendono a essere inutili, poiché per la maggior parte sono generati dall’onda dell’emotività e dall’impulso di scappare dalla situazione spiacevole che si sta vivendo.


Invece sarebbe più utile e più proficuo fermarsi a pensare. Certo, questa è la strada meno piacevole e sicuramente più difficile da affrontare, poiché, per ovvi motivi, è più facile passeggiare tra i negozi del centro città, piuttosto che fare delle riflessioni su se stessi. Ma cosa comporterebbe questo tipo di comportamento a lungo andare?


Se ogni volta che si affronta un problema (e la vita è intrisa di problemi, piccoli o grandi che siano) o si presenta un ostacolo, si cerca di superarlo tra i camerini dei negozi oppure strisciando la carta di credito, come può questo fornire una crescita evolutiva utile a un sano stile di vita?


Tanto più se lo spazio che si possiede non è sufficiente a contenere tutti gli acquisti: questa dinamica, infatti, potrebbe causare ulteriore disagio e stress legati all’impossibilità di contenere adeguatamente una certa quantità di oggetti negli appositi spazi.


Ecco, diciamo che acquistare oggetti per compensare uno squilibrio interiore non è proprio una strategia vincente a lungo termine.



Un modo diverso per imparare a dire di no.

Imparare a dire di no può essere una prima soluzione a questo tipo di atteggiamento. Quando si prende consapevolezza (e credimi questo è già un grande passo) del proprio comportamento, si possiede già metà degli strumenti per poterlo modificare in maniera più funzionale al proprio sentire.

Ecco qui un piccolo elenco di suggerimenti.


1. L’importanza dei piccoli passi. Non si può pretendere di cambiare dall’oggi al domani. Se sai di avere la tendenza ad acquistare per compensare il tuo umore e di accumulare, connettiti con questa parte di te e instaura un dialogo con essa. Non averne timore: ascoltandola potresti scoprire delle cose interessanti di te. Queste parti sono spesso bloccate nell’inconscio e non hanno possibilità di esprimersi come desiderano, quindi lasciarle “parlare” significherebbe accogliere il loro bisogno.


2. Fermati e pensa. Prima di fiondarti nel primo negozio alla ricerca dell’ennesimo vestito oppure del centesimo paio di scarpe o della cinquantesima borsa, chiediti se ne hai davvero bisogno. Chiediti quanto saresti disposta a pagarlo, ma, soprattutto, chiediti perché lo stai facendo. Magari la risposta a questa domanda non ti piacerà oppure preferiresti non sentirla, ma sarà proprio quella risposta che ti aiuterà a iniziare un processo di cambiamento.


3. Fai una lista preventiva. Prepara una lista di emergenza con alcune cose che davvero ti potrebbero servire. Questa lista potrebbe esserti utile quando sei in preda all’impulso di acquistare. Attingendo da questa lista per fare i tuoi acquisti, sarai certa di comperare cose che utilizzerai e non avrai sprecato il tuo denaro.


4. Pratica il decluttering regolarmente. Se proprio non ce la fai a resistere alla tentazione, per evitare di accumulare oggetti, abiti e quant’altro prova a eliminare una cosa ogni volta che qualcosa di nuovo entra nella tua casa. Questa pratica ti aiuterà a tenere gli accumuli sotto controllo e sarà anche più facile mantenere l’ordine, non solo all’interno dei mobili, ma anche nel complesso nella tua abitazione. Sarebbe ideale che le cose che vengono eliminate appartengano alla stessa categoria di quelle che entrano. Ad ogni modo, se non ti è possibile seguire questo principio, non importa.


5. Tieni un diario della gratitudine. Tenere un diario della gratitudine è un ottimo esercizio per imparare a gioire delle piccole cose e ringraziare quanto di bello c’è già. L’esercizio consiste nel trovare almeno 3 cose positive al giorno, anche nelle giornate più buie. Questa pratica è una sorta di preghiera che ti aiuta a vedere le cose da una prospettiva diversa. Anziché vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto, imparerai a vederlo mezzo pieno e questo ti darà una gioia immensa, oltre che a notare per ogni situazione diversi punti di vista. Ma attenzione: anche per questa pratica bisogna allenarsi costantemente.


Questi piccoli suggerimenti sono soltanto dei metodi un po’ diversi e alternativi per imparare a dire di no e sono utili a comprendere che ci sono modi differenti per riempire quei vuoti che tanto spaventano. Qui lo vediamo applicato agli acquisti e agli oggetti, ma sono applicabili anche per gli ingombri “temporali”.




Riempire pagine bianche.

Come accade per i cassetti, anche lo spazio bianco delle pagine dell’agenda possono riempirsi a dismisura. Ne sento parlare sempre più spesso, ed è nata in me l’idea che una delle motivazioni che innesca questa dinamica risiede nella difficoltà a dire di no a ogni proposta che si presenta.


Questa difficoltà può avere origine da diverse paure: la paura di essere considerati egoisti, oppure di sembrare scortesi, o ancora la paura di rimanere soli. Ma anche di perdersi delle occasioni che pensiamo non si ripeteranno più nella vita. Le paure del giudizio e della solitudine sono strettamente correlate a uno dei bisogni primari dell’essere umano: il bisogno di accettazione. Ed è così che, per sentirsi accettati e provare dentro di sé un senso di accoglienza, si cade nel tranello del troppo, dello strafare, dell’esserci sempre per gli altri a discapito della propria individualità.


E in questo modo le pagine bianche dell’agenda si infittiscono di impegni, appuntamenti e cose da fare, senza considerare il tempo necessario da dedicare a sé stessi.


I consigli che ho elencato prima si possono applicare anche per questa tipologia di “accumuli”. Infatti, accumulare impegni e incombenze non è sempre salutare, in particolar modo se lo stress che ne deriva diventa un ostacolo opprimente.



Paura del vuoto

E se quelle vertigini non fossero altro che un tipo di energia trasformativa? Certo è che non posso darti una riposta a questa domanda perché sono sicura che la troverai dentro di te.


Non bisogna avere paura del vuoto, perché esso rappresenta uno spazio libero che possiamo decidere di utilizzare come vogliamo. Che si tratti di cassetto, armadio o agenda, lo spazio vuoto e libero è nostro amico e simboleggia l’opportunità che abbiamo di esercitare il libero arbitrio.


Se si sente di doverlo riempire a tutti i costi perché, altrimenti, si percepisce del disagio, è importante capire da dove deriva questa emozione, così da poter trovare i mezzi e le soluzioni per accoglierla, trasformarla in qualcosa di positivo e quindi integrarla.


Se vuoi provare a praticare la gratitudine e provarne i benefici, puoi scaricare il diario che ho creato per te. Lo trovi cliccando il tasto qui sotto!



"Una stanza può essere definita vuota, se si tolgono tutti i mobili, se non si lascia all’interno alcuna suppellettile; in quel caso la si definisce vuota.
È vuota di tutto ciò che conteneva un tempo, ma è anche piena: colma di vuoto, piena di se stessa."

Osho


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